Nella stesura del presente PTOF, l’organo di gestione, Dirigente Scolastica,  l’organo di indirizzo Consiglio di Circolo, le articolazioni tecniche del Collegio docenti, dipartimenti disciplinari e in strutture di team-project, l’infrastruttura tecnico-amministrativa, ciascuno a diverso titolo e con diverse responsabilità, ha condiviso  una ricognizione globale del RAV e una sua interpretazione prospettica.

La contingenza, a prima vista ostacolante, del disallineamento temporale tra primo RAV che va dal 2015-2016 al 2017-18 e il triennio di validità del PTOF 2016-17/2018-19, la particolare accezione  che questo disallineamento ha evidenziato,  per l’anno in corso  2015-16 quale  “anno di transizione” rispetto  al nuovo modo di progettarsi della scuola,  ha dato modo all’Ufficio di Dirigenza e al nucleo di valutazione di analizzare criticità e punti di forza evidenziati dal nostro RAV, per una sua riconsiderazione prospettica, volendo ridefinire, intorno ai dati di contesto e agli esiti ivi descritti, non solo il Piano di miglioramento in coerenza con essi, ma anche l’identità del Primo Circolo dell’Infanzia e Primaria “Ernesto Solvay” in linea con l’ordinamento, ma in consapevole autonomia.

E’ stata dunque assai più chiaramente ridefinita, la mission della scuola, intorno alle  ragioni della 107/2015, ragioni che potenziano l’autonomia, fino al punto da richiedere non più il POF, documento già complesso ma, nella revisione dell’art 3 DPR 275/99 al comma 14, un vero e proprio  Piano di Performance, dunque un documento che esprime la progettualità strategica della scuola triennalmente, che la motiva rispetto alle richieste degli stakholder, la definisce come sostenibile rispetto alle risorse umane strumentali, finanziarie possedute e previste e che  costituisce un piano di innovazione, nell’ottica del miglioramento continuo e della rendicontazione precisa, sia agli enti di normazione, cui questo Piano e in prima istanza è destinato e che forniranno risorse finanziarie e umane, sia agli stakholder primari e secondari, utenti, fornitori e competitori. 

Ciò ci ha richiesto, correlativamente, una definizione della vision tale da sostenere  la progettualità pluriennale, perciò  la scelta definitiva della finalità primaria  verso cui progettarsi,  coerente con la sua storia, ma tale  da collocarsi  progettualmente e in piena trasparenza,  all’interno del Sistema Nazionale di Valutazione, di misurare le proprie forze rispetto ad azioni chiave imprescindibili (pensiamo alla centralità  per questa scuola del Curricolo e del  Piano Digitale)  di scandire priorità, traguardi e obiettivi, scelte organizzative e di valorizzazione e premialità  del personale, in relazione ad un piano di valutazione nazionale che muove dai nuclei interni alle IISS per la base autovalutativa per poi coinvolgere i nuclei esterni e la valutazione di sistema, valutando con criteri e parametri oggettivi e confrontabili del SNV sia la performance organizzativa e, in relazione a quella, la performance individuale del dirigente dell’organizzazione, come il DPR 80/2013 e  la riforma della Pubblica amministrazione del Dlgs 150/2009 richiedono. 

Secondo il modello CIPP – Context  Input  Process  Product, che è  quello che  INVALSI ha scelto, abbiamo rivisitato il RAV e attraverso un lavoro analitico-regressivo siamo partiti dagli esiti e dai dati di contesto, assumendoli entrambi come dati di partenza di un nuovo ciclo Deming di PDCA,  per progettare linee di innovazione che, naturalmente, hanno richiesto modifiche delle azioni di processo fin qui operate, dando luogo al Piano di miglioramento alla ridefinizione di mission, vision e azioni chiave. In quest’analisi e pianificazione, non abbiamo potuto non considerare alcuni dati che, normalmente si ritengono alquanto lontani dagli obiettivi di riferimento della infanzia-primaria; ma proprio in considerazione di ciò che ci è richiesto dalla 10, una progettazione strategica, ci è sembrato assolutamente inattuale non considerarli vicini e stringenti. 

Sono i dati  sulle scelte di secondaria di secondo grado della nostra variegata utenza, e sulla dispersione scolastica della provincia di Livorno , delle prospettive occupazionali di cui la scuola deve farsi carico fin dal primo ciclo ,dati tratti dai documenti di Programmazione Economica della Provincia di Livorno e dall’Osservatorio Sociale  della Regione Toscana ,dati che hanno come fonti statistiche il servizio rilevazioni MIUR e ISTAT e che  ritroviamo anche nelle analisi dell’osservatorio provinciale scolastico e sociale della Provincia di Livorno.

 Formare cittadini pronti all’apprendimento permanente per una piena occupabilità  è  l’obiettivo di Europa 2020 e del Processo di Lisbona 2000-2010, è  l’obiettivo delle prove OCSE e INVALSI e gli indicatori OCSE e  INVALSI sulla dispersione alla secondaria di secondo grado, sul passaggio al ciclo terziario di istruzione (universitario), sul tasso di collocamento post- diploma e post -laurea, devono essere la cornice di riferimento anche di un PTOF della infanzia-primaria, se è  vero che la verticalizzazione degli apprendimenti deve portare la persona a costruirsi intorno ad un sapere aperto, critico, progettuale e flessibile; gli obiettivi finali della secondaria di secondo grado sono  anche quelli della primaria, se l’intento finale è quello di formare intelligenze aperte alla possibilità di cambiamenti occupazionali e alla ridefinizione  periodica del proprio progetto formativo e di vita, fermo restando il diverso lavoro intorno alla persona che le diverse età  degli allievi dei diversi segmenti di scuola richiedono. Anche per capire la stabilità dei dati demografici per la richiesta di organico è  necessario, a nostro avviso,  questo tipo di analisi.